pensieri.parole.fantasia: :. Il cuore di un Dio...mini storia parte 3

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mercoledì 31 luglio 2013

:. Il cuore di un Dio...mini storia parte 3

Veridia era poggiata sul suo petto, dopo una nottata che per lui era solo sesso, lei lo guardava con amore e sentimente, godendosi quell'attimo, il grande solo iniziava a sorgere, le sfumature rosa e arancioni che entravano dalla finestra incorniciavano quel momento. Era poggiata sul suo petto nudo, lo ascoltava respirare, con le mani percorreva il suo petto cicatrice dopo cicatrice. Conosceva le storie di ognuna di essa, tranne quella sul suo cuore. Lui amava raccontare storie su come si era procurato le ferite in battaglia, ma su quella ferita nessuno sapeva nulla,nessuno sapeva come se l'era procurata. Lei la sfiorò appena, quando le mani di lui l'afferrarono forte. << non si tocca ciò che non è nostro! >> Disse lui freddamnete non degnandola neanche con uno sguardo. Il suo tocco era freddo e vuoto, al contrario del suo che ardeva ancora di passione. Quel tocco e quella frase la fecero arrabbiare, si alzò dal letto senza dire neanche una parola, e come ogno volta se ne andò con la consapevolezza che si sarebbe scordato di lei, ma che il loro destino si sarebbe incontrato di nuovo quella notte. Remus rimase nel letto, guarò fuori, la notte passata era stata perfetta, ma le parole di Pericle lo tormentavano. Non aveva mai provato rimosrsi, perché adesso si?. << che cosa stupida! >> Disse lui cercando di togliere quel pensiero dalla sua testa. Non riusciva a restare a letto un minuto di più, senza che il ricordo di quella cicatrice lo tormentasse. Si allenò per tutta la giornata. Ma il ricordo gli bombardava la mente, neanche godersi del frutto del suo lavoro lo faceva sentire meglio. Quella notte Veridia come se non fosse mai accaduto nulla si ripresentò alla sua porta, ma con suo rande stupore la mandò via. Lei non credeva a quello che sentiva, credeva che stesse scherzano. << dai, so che lo vuoi, non fare il difficile, con me sai che non serve >> Disse lei sussurrandogli le parole all'orecchio. Lui non voleva davvero farlo, ma dvanti al potere della Dea bella bellezza chi era lui per scansarla, e poi sentiva un'irrefrenabile voglia di averla tra le braccia tutto d'un tratto, cosa assai strana visto che non era da lui comportarsi cosi, quando lui prendeva una decisione era quella. Ancora una notte la prese con se nel suo letto, ma quella volta per entrambi fu strano e diverso, lui si sentiva più vuoto del solito, come se tutto quello che era successo pochi attimi prima non fosse mai accaduto, e lei era amareggiata che per la prima volta con lui abbia dovuto usare il suo potere di infatuazione per portarselo a letto, e questo non lo voleva, non con lui. Voleva provare sentimenti sinceri anche se non corrisposti, che una notte di sesso senza sentimento come quella appena avvenuta. << non provarci mai più! >> Disse lui quando si accorse che lei era sveglia e se ne stava sgattaiolando via prima del sorgere del sole. << non ti azzardare mai più a farmi fare cose che non sono io a decidere sono stato chiaro! >> Lei non si voltò, in fondo aveva ragione, e in lacrime se ne andò via. Deluso dal comportamento di Veridia si diresse verso la teca con tutti i suoi trofei. La aprii, e una vecchi scatola polverosa un vecchio ricordo lo lasciò dinuovo con l'amaro in bocca. L'aprii e porto sulla sua mano un vecchio ciondolo. Prima di diventare un Dio era un fabbro, creava dei gioielli, e quello che aveva tra le mani era speciale, lo aveva regalato al suo grande amore, il suo unico amore. Non voleva pensare a quel ricordo e lo sbatte con forza di nuovo dentro la scatola quasi pressandolo. La sua vecchia vita doveva rimaenre li dentro come quel ciondolo in quella scatola impolverata. Non voleva neanche pensare a come era prima; sentimentale, fragile, umano! Veridia quella notte non si presentò davanti alla sua finestra, e fu meglio cosi, non voleva fare niente con lei, non fino a quando non fosse passato quel momento , era deluso da lei, non avrebbe mai pensato che avrebbe usato il suo potere su di lui. Nel cuore della notte se ne andò allo specchio della terra e diede un'occhiata sul pianeta azzurro, tutte quelle persone, tutte quelle vite, stavano li a sprecare il loro tempo con l'amore, e li odiava per questo, ma non sapeva bene se perché li invidiava o perché pensava fosse davvero una perdita di tempo. Veridia intanto lo guardava da lontano, lo guardava e piangeva. << tutto bene Veridia? >> Gli chiese pericle vedendola cosi sconvolta. Lei non gli rispone neanche, se ne andò via coprendo il volto pieno di lacrime, e in Pericle cominciava a nascere una rabbia che lo rendeva cieco, anche nei confronti del suo amico. Voleva solo che Remus la smettesse di farla soffrire, perché l'amava, e odiava vederla soffrire cosi.

4 commenti:

  1. Fantastica!!! Adesso aspetto l'altra!! Non farmi aspettare troppo, tra due giorni parto e voglio leggere ancora e ancora i tuoi post!!!!

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    1. Ok cara....cercherò allora di frti partire con un bel sorriso continuando la storia ^_^

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  2. Ti adoro!!!! l tue storie sono fantastiche!!! GRAZIE!!!

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    1. Ma figurati...è un vero piacere e grazie a te!

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