L’alba arrivò prestissimo ma lei era convinta
che era per i suoi pensieri. Aveva il cervello talmente in fiamme che aveva
perso la cognizione del tempo. << in piedi, si parte all’avventura!
>> Avvertì suo padre aprendo la porta della sua stanza vestito già con
una vecchia tuta mimetica e un gilet marroncino con un macello di tasche.
<< arrivo tra due minuti. >> Con meno vitalità del solito si vesti
con una vecchia tuta e una vecchia maglietta. Scese giù per la colazione, ma
non la fini nemmeno, non aveva proprio fame. Suo padre era davanti la porta che
faceva dondolare le chiavi. L’aria punente di prima mattina era una botta di
vita. << pronta? >> Gli chiese sorridendo. << prontissima.
>> Si stampò sul viso il sorriso più ottimista e sincero che aveva e salì
sul pick-up carico di strumenti del padre. << andremo nella zona sud
ovest della statale, dopo l’ultimo terremoto dell’ultimo anno si sono creati
dei crateri e al reparto geologico dicono ci sia qualcosa li sotto, sono il
primo dello staff ad arrivare perché mi trovavo già in viaggio per la tua festa
di diploma, quindi il tuo aiuto sarà prezioso. Avevo proprio bisogno di
qualcuno che mi aiutasse a montare il campo. >> Le spiegò cosa dovevo e
non dovevo fare, in pratica si trattava di scavare e scavare, e la cosa la
eccitava parecchio. Finalmente poteva lavorare con dei veri strumenti da
ricercatore e non con il piccolo chimico che aveva ancora in casa; e poi tutto
quello scavare l’ avrebbe tenuta impegnata, cosi da non pensare ne a Rudy ne ai
suoi stupidi baci. Arrivarono sul posto, e lo scossone della macchina che
frenava le fece aprire li occhi di scatto, aveva passato tutta la notte in
bianco e si era addormentata lungo il tragitto. La zona era immensa. Il posto
si trovava in un bellissimo bosco pieno di altissimi alberi. Poco più avanti
una grande voragine aveva aperto una galleria sotterranea. << Assicura
bene la corda a quell'albero con il nodo che ti ho insegnato, poi l’altra
estremità alla vita, così come faccio io.
>> Lisa segui alla lettera, caricarono gli strumenti sugli zaini e
si calarono nella grotta. Ci volle mezza giornata solo per posizionare le luci
e attaccarle ad un generatore. << uff !>> esclamò lei salendo di nuovo per riavviare il
generatore che proprio non voleva partire. << credevi che fosse stato più
facile? >> le domandò il padre mentre tirava su le borse vuote. <<
no, è solo che non ho dormito molto. >> Si sette sul cofano della
macchina <<vuoi parlarne? >> Lei sorrise, non era di certo una
conversazione che avrebbe fatto con lui, anche se le diceva tutto, ma quella
proprio non poteva. << nha, non è niente di che! >> Stavano per
ricoprire la caverna quando le luci dell’auto e della grotta si illuminarono
fino a scoppiare. Lisa si rannicchiò su se stessa mentre schegge di vetro
provenienti dall'auto per poco non la colpirono. << cazzo! >>
Esclamò suo padre. << ma che diavolo succede qui! >> Urlò guardando
tutto il lavoro di una giornata andato in pezzi e correndo da sua figlia.
<< tutto ok, sei ferita? >> Lei disse di no con la testa, ma indicò
lontano una luce, la stessa luce concentrata che aveva visto la sera prima e in
piscina. << e quello che diavolo è? >> presero la macchina e si
incamminarono verso la luce che diventava sempre più intensa. Si bloccarono
quando si trovarono di fronte una rete spinata, che si estendeva per ettari. Su
un cartello poco più avanti una scritta. << Proprietà di Carl Benfatti.
>> Lisa lo lesse ad alta voce. << Carl Benatti? >> Ripeté lui
correggendola. << Si, ho letto male scusa! lo conosci? >> Suo padre
non aveva la faccia di uno che aveva piacere di sentirlo nominare. << Un
tempo era un grande scienziato. Poi dopo la caduta di meteoriti 10 anni fa è
completamente ammattito. Si dice che abbia speso tutti i suoi soldi per
comprare questo terreno e che abbia costruito questo studio proprio intorno ad
uno dei meteoriti. Ma nessuno ne è certo, è stato il primo a scoprirlo, e
essendo il proprietario del terreno non a mai fatto avvicinare nessuno al suo
studio. Si dice che a furia di studiare quel meteorite sia impazzito. >>
Lisa rimase ad ascoltare come si ascolta un cantastorie, totalmente
affascinata. << allora è meglio andare via, non mi piace questo posto!
>> Disse lei mentre guardava quella casa illuminata quasi come se ci
fosse un concerto. Un brivido freddo le passò la schiena, poi toccando la
macchina una strana sensazione le attraversò la schiena fino alla testa. Si
guardò allo specchio della macchina. << papà guarda? >> Aveva tutti
i capelli che si innalzavano verso l’alto, quasi si trovasse a testa in giù.
Poi anche quelli di suo padre iniziarono ad alzarsi. << energia
elettrostatica! Fin qui? >> Guardò con aria dubbiosa quella strana
abitazione. << andiamo via, ho paura che le cose che si dicono siano
vere, questo sta combinando qualcosa qui, e non è niente di buono. >> Ci
volle un po’, ma i capelli iniziarono a riabbassarsi, e successe quando
uscirono dal bosco. Lungo il tragitto suo padre fece caso a dei cavi attaccati
alla centrale elettrica appena fuori il bosco, e non erano cavi messi a regola
d’arte, ma in modo molto sciatto, quindi non era stato fatto da uno degli
addetti. Intanto in città i blackout andavano e venivano con frequenza sempre
maggiore. << secondo me dovremmo chiamare la polizia! >> Disse la
madre di Lisa non appena le raccontarono la giornata. Erano tutti in sala, con
delle candele sparse ovunque per illuminare la stanza. << anche secondo
me! >> Aggiunse Lisa. Il padre strinse le nocche sulla bocca. << si,
lo farò domani, ora è tardi, e sono molto stanco. >> Lisa non obbiettò,
perché anche lei era molto stanca. Infatti non appena toccò il letto si
addormentò in un attimo. La mattina dopo stessa giostra, all'alba si alzò e
avvisata che aveva informato la polizia di quando avevano scoperto si avviarono
verso l’abitazione dello scienziato. Rimasero nascosti per non essere visti, e
non ci volle molto prima che la polizia arrivò li. Non si riusciva a sentire
bene, ma al terzo richiamo abbatterono la porta a calci. Poi delle urla
arrivarono fino a noi. Urla disperate di un uomo che in camice bianco veniva
portato fuori di forza. Non era neanche tanto vecchio come lo immaginava,
doveva aveva l’età dei suoi genitori, sulla quarantina. Ma il modo trasandato e
la barba incolta lo invecchiavano terribilmente. La polizia lo tenne, ma Lisa
notò che mentre lo portarono via qualcosa gli cadde dal camice, ma non lo disse
a suo padre che invece sembrava non essersi accorto di nulla. Stava guardando
gli altri poliziotti che tiravano fuori dalla casa\laboratorio i fili che usava
per prelevare corrente dalla centrale elettrica. Quindi le loro supposizioni
erano esatte. << andiamo via, non c’è più nulla da guardare. >> Si
rimisero a lavoro, e iniziarono gli scavi nella grotta sotterranea. Il cervello
di Lisa si arrovellava su quell’oggetto che aveva visto cadere dal
camice del
dottore. Non toglieva mai la mano da quella tasca, e non appena gli cadde una
furia lo invase. Che cosa c’era di cosi importante in quella tasca tanto da mandarlo
cosi fuori di testa. Voleva dirlo a suo padre, ma non ne ebbe il coraggio. Era
li con sua madre a bere del vino seduti sul divano. Lisa li guardava da dietro
l’arco della cucina, sembravano cosi felici, e non voleva rovinare quel raro
momento. Si toccò il cellulare, pronta per chiamare Rudy, ma cambiò subito idea
non appena tutti i ricordi degli ultimi giorni le tornarono a mente. Ma quello
le fece notare che non aveva il cellulare con se. << o no, la grotta!
>> Guardò fuori, era appena il tramonto. << prendo la macchina,
vado un attimo da Angie, torno in un attimo! >> Inizialmente fu quello il
suo pensiero, il cellulare lo avrebbe recuperato la mattina seguente. Ma poi al
semaforo fu più forte di lei, girò a destra e tornò nel bosco. Recuperò prima il
cellulare, che era proprio dove lo aveva lasciato. Poi senza neanche rendersene
conto si ritrovò davanti alla rete di ferro del dottor Benatti. Non ci pensò
due volte, era più forte di lei, doveva sapere cosa c’era nella tasca di quello
starno tipo. Prese il marsupio con gli attrezzi e scese dalla macchina. Con
delle tronchesi tagliò la rete e passò oltre. Il sole era un flebile ricordo, e
le prime stelle iniziavano a punteggiare il cielo. Si avvicinò piano, il cuore
in gola per l’adrenalina. Salì i tre gradini che scricchiolarono sotto il suo
peso. Poi guardò a terra, c’era un cofanetto. Lo prese. La porta scricchiolò
per via di una folata di vento, e una luce azzurra e intensa la inondò. Lisa si
coprì gli occhi ed entrò dentro. Il laboratorio era pieno di lavagne bianche e
strane formule matematiche. Adesso rimpiangeva di non essersi impegnata in
chimica e fisica. Poi scoprì la bomba, << wuau, non ci posso credere!!
>> Si avvicinò alla luce, proveniva proprio da un meteorite, che era
conficcato a terra grande quasi come un armadio e alto altrettanto. Emanava una
cerata energia elettrostatica, perché non appena allungò la mano i peli chiari
del suo braccio si drizzarono. << quindi era tutto vero! >> Prese
il cellulare, e iniziò a scattare foto. << questa è davvero grossa!
>> Iniziò a ridere come una matta, incredula a ciò che aveva davanti.
Poggiò il cellulare sul su un cavalletto li vicino e iniziò a riprendersi,
mettendosi davanti al grosso meteorite. << io, so che non dovrei trovarmi
qui, ma questa dovevo assolutamente filmarla. Le voci che si dicevano sul
professor Benatti erano tutte vere, lavorava a qualcosa qua giù, qualcosa di
grosso. E c’entra questo enorme e grosso meteorite. Ci sono dei disegni sulla
lavagne qui accanto, disegni di un portale, come se stesse lavorando ad una
porta verso un altro mondo, roba davvero da matti. Ma la cosa strana è che
Emana energia propria, e è più o meno un magnete, perché da quello che ho
notato tutte le cose in ferro sono ben saldate a terra. Ho trovato anche uno strano
cofanetto, tra le stranezze. Giuro, lo apro e lo metto a posto. Se vedrete
questo video non denunciatemi ahahah. >> Aprì il cofanetto. << c’è
un foglio e una specie di ciondolo di meteorite a forma di rettangolo, ma con
la punta molto affilata e a punta. La superficie anteriore è trasparente,
mentre il resto è roccia. All’interno sembra esserci del liquido violaceo, non
so cosa sia. Sul biglietto c’è scritto “DNA= energia”. Non ditemi che significa
perché non lo so hahahahah…merda! >> Si portò un dito alla bocca si era
tagliata con la punta del ciondolo. << un attimo, il colore sta
cambiando, sta diventando blu! >> Il meteorite emanò una scarica di luce.
Lisa aveva il cuore in gola, lo sentiva in ogni parte del suo corpo. Si
avvicinò al meteorite ancora di più, e notò in basso una strana forma, e
combaciava alla perfezione con la chiave che si era messa al collo. Si abbassò
e per un attimo esitò, ma alla fine cedette alla tentazione. Poggiò la chiave
sull’incavo della roccia, un fascio di luce azzurra inondò tutta la casa sembrò
per un attimo giorno, si coprì gli occhi. Ma non successe nulla. Si scoprì gli
occhi tirando un sospiro di sollievo. << questa è proprio bella, uuuuu
che paura ahahahah meglio andare via! Alla prossima puntata di scienziati
pazzi! >> Si avvicinò davanti al cavalletto e prese il telefono, quando
la terra iniziò a tremare. << oddio! >> Lisa si trattenne al
cavalletto ancorato a terra, una forza la attirava verso il meteorite, come il
metallo ad una calamita. Il meteorite iniziò a cambiare, allargandosi al centro
formando un vortice di luce azzurra e bianca. << aiuto, aiuto! >>
Urlò invano Lisa. La forza centrifuga era tanta, il cavalletto cedette e fu
risucchiata dal meteorite, che si richiuse non appena lei fu inghiottita.
Quando Lisa si svegliò era completamente dolorante, e aveva una forte nausea,
si girò appena in tempo per non vomitarsi addosso. Si mise in piedi, era strano,
si sentiva terribilmente pesante, come se portasse una persona sulle spalle.
<< ho chiuso anche con la curiosità giuro! Ma che diavolo è successo,
dove diavolo sono? >> Aveva battuto la testa, il sangue le colava giù
dalla fronte. Tolse alcune gocce del suo sangue sull’occhio, poi si guardò
intorno. << ma che razza di posto è questo! >> Arretrò spaventata.
Era in un edificio imponente, con delle scritte illeggibili e fosforescenti su
tutte le pareti che erano tutte di vetro trasparenti. Nella mente di Lisa
iniziò a crearsi la paura; la paura che quel vecchio pazzo avesse ragione, che
quello era davvero un portale verso un'altra dimensione. << ma stiamo
scherzando! >>

la fantasia è il succo della vita....ci fa sognare un mondo perfetto in cui vivere.. in questo blog voglio che troviate un posto tranquillo dove discutere e confrontarsi ed esprimersi liberamente su tutto ciò che è arte e fantasia, perché un mondo senza fantasia è un mondo vuoto e grigio...oppure anche solo cosi per fare 4 chiacchiere......ci leggiamo presto xoxo ;-)
Pagine
- :. Home page .:
- :. Di cosa si parla qui?? .:
- :. Libri letti... .:
- :. LE MIE STORIE SOLO PER VOI ;-) .:
- :. Contattatemi... .:
- :. premi vinti .:
- :. Frasi celebri di Libri e Film .:
- :. Collaborazioni .:
- :. Recensioni anche su Youtube .:
- :.Foto Romics Roma 6-10 2013 .:
- :. IBRIDO-MIO LIBRO PUBBLICATO .:
- :. IBRIDO .: primo capitolo Solo per voi
Translate
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento
Ditemi la vostra...aspetto i vostri pareri ;-)